Baby K: “Kiss Kiss Bang Bang? Baci, schiaffi e tanta melodia”




Sarà pubblicato domani, venerdì 11 settembre, Kiss Kiss Bang Bang (Epic/Sony Music), il secondo disco ufficiale di Baby K a due anni di distanza da Una seria. La ‘Femmina Alfa’ della musica italiana, dopo aver dominato l’estate 2015 con la hit doppio platino Roma-Bangkok (feat. Giusy Ferreri), torna con un nuovo progetto prodotto da Takagi Ketra composto da 14 tracce che, tra un bacio e uno schiaffo, disegnano un mondo pieno di contrasti: colorato e intimo, elettronico, melodico e persino punk.

Baby K nuovo album
Baby K, cover dell’album “Kiss Kiss Bang Bang”

“Dopo l’anno pazzesco che ho vissuto in seguito all’uscita di ‘Una seria’ volevo realizzare un disco che facesse capire ancora meglio il mio mondo”, ha spiegato Baby K nel corso della conferenza stampa di presentazione di Kiss Kiss Bang Bang. “Ho sempre parlato dei miei pensieri ma non avevo mai raccontato la mia storia e le mie difficoltà, come invece ho fatto in due tracce di questo album: ‘Chiudo gli occhi e salto (feat. Federica Abbate)’ e ‘Brucia’“. Chiudo gli occhi e salto, in particolare, ripercorre le sofferenze legate ai numerosi traslochi che Claudia Nahum – questo il suo vero nome – nata a Singapore, cresciuta a Londra e ora residente a Roma ha vissuto in prima persona.

Un peregrinare che se da un lato ha lasciato delle cicatrici, dall’altro ha portato molta fortuna a Baby K, essendo diventato il perno intorno al quale è stato costruito il ritornello di Roma-BangkokA proposito del tormentone dell’estate 2015 l’artista ha dichiarato: “Il disco era pronto ma mancava il singolo di lancio, dopo due anni volevo tornare con un ‘bang’. In pochi giorni i miei produttori mi hanno mandato questo pezzo super estivo che ho amato da subito ma al cui ritornello mancava un contrasto, elemento sul quale si fonda l’intero album. A quel punto abbiamo pensato a Giusy Ferreri, che nessuno si sarebbe mai aspettato e che ha un timbro vocale molto diverso dal mio”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: 45 milioni di visualizzazioni per il videoclip, 5 settimane al primo posto della classifica FIMI-GfK dei singoli più venduti e uno straripamento oltre i confini nazionali. Sì, perché Roma-Bangkok, come ha specificato il Presidente di Sony Music Daniele Menci, sta iniziando a farsi sentire anche in Francia, Spagna, Svizzera, Austria e Germania.

Kiss Kiss Bang Bang è un album che celebra la femminilità in tutte le sue sfaccettature: c’è il girlpower di Anna Wintour (“È l’evoluzione di ‘Femmina Alfa’, una donna può arrivare ovunque anche in un mondo pieno di uomini”), la passione sfrenata per la moda in Dindi (“Se non facessi musica farei la stylist. Ora sono in fissa con gli anni ’90 e spendo un sacco di soldi in shopping online”, ha confessato l’artista), e la sfrontatezza di parlare senza inibizioni di fantasie sessuali in Lasciati le sneakers (“Uh! Fammi vedere/Uh! Che bel vedere […] Siediti sul mio letto e lasciati le sneakers” canta nel ritornello).

Baby K nasce come rapper ma non è ossessionata dal portare avanti un discorso musicale legato esclusivamente all’hip hop e questo album ne è una testimonianza lampante: “Mi piace pensare che il mio prossimo passo non sia mai prevedibile, non voglio limitarmi al rap ma nemmeno legarmi troppo al mondo pop. È una strada difficile da percorrere in Italia perché sto battendo un terreno poco esplorato”. E allora largo alle incursioni nel punk – in Venerdì – e nell’elettronica in Fakenessbrano realizzato in duetto con Madh“I nostri mondi si incrociano a livello di influenze musicali. La canzone parla di una serata assurda in discoteca tra luci stroboscopiche e amicizie poco sincere”.

Ma lungo i 14 brani del disco c’è anche ampio spazio per la melodia. Che Baby K stia valutando una transizione dal rap a territori più mainstream, al di là della presunta voglia di risultare imprevedibile? Più vado avanti e più mi rendo conto che sono innamorata della melodia. Quando ricevo una base mi viene in mente addirittura prima delle parole, ed è una cosa che non posso ignorare. Ma se un giorno dovessi concentrarmi più su questo aspetto lo farò sempre a modo mio. Non sarò mai una cantante in senso classico”.

Emanuele Corbo

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