Britney Spears: quando Simon Cowell provò a strapparle ‘…Baby One More Time’

Una percentuale considerevole di introiti (derivanti dalle vendite future) e una Mercedes-Benz 500 SL all’ultimo grido, del valore pari a 95,000 sterline.

Sono queste le due ricompense che Simon Cowell, noto talent scout e creatore dei format televisivi The X Factor e America’s Got Talent, offrì spudoratamente al cantautore e produttore svedese Max Martin nella speranza di accaparrarsi un brano musicale destinato a divenire una hit planetaria, ‘…Baby One More Time’.

Lo ha rivelato lo stesso Cowell pochi giorni fa, durante un’intervista per il podcast condotto da Howie Mandel, suo collega e giudice nel programma TV America’s Got Talent, che ha preteso di sapere come siano realmente andate le cose a proposito di ‘…Baby One More Time’, il singolo multiplatino che nel 1998 segnò il debutto artistico di Britney Spears scaraventando l’allora 17enne originaria della Louisiana nel cosiddetto popstardom. Sebbene l’indiscrezione fosse già stata divulgata nella biografia redatta dal giornalista Tim Bower, ‘Sweet Revenge: The Intimate Life of Simon Cowell’ (2012), questa volta è stato Cowell in persona a confermare di aver supplicato e tentato di circuire Max Martin pur di ottenere la canzone, aggiungendo particolari inediti sulla vicenda.

Simon Cowell

Stando alle parole del talent scout, la prima volta in cui il provino di ‘…Baby One More Time’ arrivò alle sue orecchie fu tramite un procacciatore di demo che lavorava presso la BMG. Ignorando che Max Martin stesse proponendo il pezzo a più manager e case discografiche, Simon captò fin da subito il potenziale radiofonico e commerciale del brano, tale da rendere chiunque l’avesse registrato famoso al di là e al di qua dell’Oceano Atlantico. Così, telefono alla mano, Cowell intraprese una discutibile opera di persuasione nei confronti di Martin, al fine di aggiudicarsi ‘…Baby One More Time’ per la boyband inglese che all’epoca stava provando a lanciare sul mercato internazionale, i 5ive:

«[Ricordo che] il tizio della casa discografica mi suonò al telefono questa canzone, [che allora si intitolava] ‘Hit Me Baby One More Time’. Esclamai: ‘Mio Dio, devo avere questa canzone!’. Così telefonai a Max e gli dissi: ‘Max, per favore, per favore, dammi questa canzone», ha dichiarato Cowell nel corso del podcast di cui era ospite.

5ive

Tra Simon Cowell e Max Martin c’era già un rapporto lavorativo e di stima reciproca, avendo il cantautore svedese partecipato proprio alla scrittura e alla produzione del singolo di debutto dei 5ive, ‘Slam Dunk (Da Funk)’, uscito nel 1997. Tuttavia, ciò non bastò a convincere Max, che si era già assicurato la vendita del brano all’americana Jive Records, per un’artista emergente di nome Britney Spears.

Originariamente scritta pensando alle TLC, ‘…Baby One More Time’ era stata scartata dal trio in quanto troppo bubblegum pop rispetto al genere dell’R&B/soul a loro più consono. A far storcere il naso al gruppo era inoltre stato il verso finale del ritornello (‘Give me a sign, hit me baby one more time’), che poteva essere malinterpretato e letto come un’allusione alla violenza di genere per via della triplice valenza semantica del verbo ‘to hit’, il cui significato può variare a seconda delle circostanze tra ‘raggiungere’, ‘dare un colpo di telefono’ (come inteso dagli autori di ‘…Baby One More Time’) oppure ‘percuotere’.

Britney Spears al Festivalbar (1999)

Leggenda vuole che il provino di ‘…Baby One More Time’ fosse successivamente arrivato negli uffici di chi a quel tempo si occupava dei Backstreet Boys e di Robyn (la cantante svedese, conterranea di Max Martin, alla quale la Jive Records si sarebbe ispirata per plasmare il sound di Britney), ma anche in questo caso l’esito si rivelò sfavorevole. Fu a quel punto che, tramite agganci in ambito discografico, Martin conobbe il musicista Steve Lunt, direttore artistico presso la Jive, e propose la demo del pezzo per una non meglio identificata nuova promessa del pop internazionale, stringendo un accordo esclusivo con l’etichetta.

Legato per contratto a non poter cedere ‘…Baby One More Time’ a nessun altro artista o band all’infuori della Spears, Max Martin fu costretto a declinare le suppliche telefoniche di Simon Cowell che, non contento, arrivò quindi a tentare di corrompere l’autore e produttore puntando sulla passione di quest’ultimo per le auto di lusso. Ovviamente senza riuscirci.

Inacidito per quel rifiuto categorico, Cowell ha infine ammesso davanti ai microfoni del podcast di aver salutato Max Martin con un commento al vetriolo di cui si sarebbe pentito amaramente negli anni a seguire: «Max, lascia che ti dia un consiglio. Una che si fa chiamare Britney Spears non è destinata ad avere successo».

Come direbbe Julia Roberts in Pretty Woman, ‘Big mistake. Big, HUGE!

Francesco Cappellano

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