Pamela Petrarolo riporta la febbre del ‘Please Don’t Go’




È stato uno dei tormentoni degli anni ’90 anche grazie ai balletti delle ragazze di Non è la Rai, e ora a oltre 20 anni di distanza Please Don’t Go torna in classifica. Tutto merito di Pamela Petrarolo, tra le protagoniste del programma di Gianni Boncompagni, che ha realizzato una cover di questo brano di KC and the Sunshine Band poi esploso sulle piste da ballo nella versione dei Double You. Il singolo, pubblicato su etichetta Halidon/GigaMusic in distribuzione Believe Digital, è il primo estratto dal nuovo album di Pamela in uscita in autunno: un ritorno  a lungo atteso dopo i primi due lavori Io non vivo senza te e Niente di importante pubblicati ai tempi della trasmissione di Italia1.

Perché la scelta di ripartire da questa canzone?
La scelta è caduta su questa canzone perché coincideva anche con l’inizio dell’estate, e mi sembrava il brano che in qualche modo fosse più indicativo come singolo da ballare, nella sua versione remix dance, e per rilassarsi al tramonto, nella sua versione acustica.

A Non è la Rai lo ballavate praticamente ogni giorno anche per 20 minuti di fila: ma come diavolo facevate a resistere?
Ballavamo quel brano tutti i giorni, ormai faceva parte del nostro quotidiano. Non dimentichiamo che in quegli anni il brano acquisì ancor di più notorietà in Italia proprio grazie ai passaggi durante Non è la Rai.

Non ti è mai venuto a noia come brano?
No, mi è sempre piaciuto molto. Ti dirò ancora oggi dopo tantissimi anni faccio fatica a non ballarlo se lo ascolto…

Che cosa ha significato per te entrare nella top 20 della classifica dance di iTunes dopo tutti questi anni?
Ha significato molto sopratutto perché è accaduto in sole 48 ore. Raggiungere il diciassettesimo posto certamente è stata una sorpresa anche per me. Probabilmente la curiosità di un mio prodotto discografico era tanta.

Parliamo invece del disco, oltre a questa ci saranno altre cover dei tempi di Non è la Rai?
Il mio terzo album contiene 10 tracce inclusi brani importanti tratti dal mio primo e dal secondo cd, completamente riarrangiati e ricantati in chiave musicalmente parlando molto diversa. Posso anticipare che ci saranno brani in chiave acustica, alcune esecuzioni piano/voce, e arrangiamenti pop , rock , blues, jazz…

E brani inediti?
Certamente ci sarà un inedito che darà il titolo all’album e ispirerà la foto di copertina, su cui stiamo lavorando proprio in questi giorni. Abbiamo parecchie idee a cavallo tra passato e futuro. Verrà fuori un bel lavoro con tanto del mio cuore dentro.

Che cosa rappresenta per te questo album?
Questo album per me rappresenta molto, se non tutto, sopratutto emotivamente parlando. Vado a ripercorrere davvero un po’ di quella che è stata la mia storia discografica. Mi sono emozionata molte volte durante la registrazione dei brani.

Secondo te perché intorno a Non è la Rai, a più di 25 anni di distanza, continua a esserci un entusiasmo simile?
Secondo me dopo 25 anni c’è ancora questo forte interesse perché ha segnato in assoluto una generazione importante come quella degli anni ’90. Televisivamente parlando è stato se vogliamo il primo vero reality. Era impossibile non affezionarsi a noi, entravamo nelle case degli Italiani tutti i giorni per 4 anni. Gianni Boncompagni ha reso quel programma un cult: la genialità non è mai mancata nei suoi programmi e Non è la Rai è uno di quelli che inevitabilmente ha lasciato il segno, e io sono molto felice di averne fatto parte per tutte le edizione regalandomi un sogno per tutta la vita.

Emanuele Corbo




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