Walter Fontana nuovo album

Walter Fontana: «Dopo i Lost riparto con “Sono qui”»




Il 13 maggio è stato pubblicato Sono qui (Accademia Edizioni Musicali/Universal Music Italia), il primo disco da solista di Walter Fontana, che nel 2003 ha conosciuto la popolarità come frontman della band pop-rock dei Lost.  Terminata quella fortunata esperienza, il cantante si è preso del tempo per vivere, viaggiare e scrivere nuovi brani senza alcuna fretta, ed oggi si rimette in gioco con 10 tracce che vantano anche collaborazioni di spicco, come quelle con Giovanni Caccamo Jethro Sheeran, che duetta con lui nel primo singolo Perfetto. PopSoap Walter Fontana ha presentato Sono qui e ha raccontato come è cambiato in questi anni di assenza dalle scene.

Walter Fontana Sono qui
Walter Fontana, cover dell’album “Sono qui”

Sono qui è un titolo che suona come un motto. Vivi questo disco come una rinascita?
Esatto, per me rappresenta proprio una rinascita dopo l’avventura molto importante con i Lost. Quando ci siamo sciolti avevo bisogno di ripatire, crescere musicalmente e personalmente. Mi sono preso del tempo, ho iniziato a viaggiare, scrivere e sono nate queste canzoni.

Ci sono anche collaborazioni con Giovanni Caccamo e con il rapper inglese Jethro Sheeran. Come sono avvenute?
Con Giovanni ci conosciamo da tempo, quando sono entrato in studio gli ho fatto ascoltare i pezzi, gli sono piaciuti molto e abbiamo deciso di lavorare insieme per vedere se si potesse creare qualcosa.
A Londra, invece, mentre ero in un pub ad ascoltare musica ho conosciuto Jethro, non sapevo fosse il cugino di Ed! In seguito gli ho sottoposto Perfetto, perché già nella mia mente vedevo una collaborazione con un rapper. La canzone gli è piaciuta, anche se mi ha detto: “Non capisco quello che dici ma voglio entrarci anche io”, e quindi nel giro di un paio di giorni ha registrato la sua parte.

Come mai hai incluso anche Blu Cobalto, un tuo brano di 3 anni fa?
L’ho inserito perché è stato il primo pezzo che ho scritto da solista e ci tenevo. È stato rimasterizzato, suona un po’ diverso rispetto alla versione originale. Era piaciuto tanto ed era giusto includerlo nel disco.

Questo è anche indice del fatto che l’album ha avuto una gestazione lunga e ti sei preso il tuo tempo.
Per me è stato positivo perché mi ha permesso di lavorare in modo sereno senza avere pressioni, e questo per chi scrive è molto utile. Nei brani riverso quello che vivo, quindi in queste canzoni ho messo tutto ciò che ho vissuto dopo lo scioglimento della band: i viaggi che ho fatto, le persone che ho conosciuto…

In questi anni in cui non sei stato sotto i riflettori com’è stato il tuo rapporto con i fan? Hai sempre potuto contare su di loro o stai cercando di riconquistarli?
Le persone che seguivano i Lost hanno continuato a seguirmi, perciò ho cercato di coinvolgerle in iniziative di ogni tipo. Chiaramente è passato qualche anno, loro sono cresciuti, le mode e i gusti musicali sono cambiati quindi quel che sto facendo con il nuovo disco è una riconquista continua.

Quanto è difficile ricostruirsi un’identità dopo un passato in una band che ha avuto un certo successo? Tu come ci sei riuscito?
Secondo me il fattore tempo è stato determinante: inizialmente volevo uscire con un mio progetto subito dopo lo scioglimento della band perché avevo già dei pezzi scritti negli anni, ma mi rendevo conto di avere la necessità di dire qualcos’altro. Quando riparti con qualcosa di tuo deve essere più maturo, quindi essermi allontanato dalle scene è stato importante perché sono cresciuto sia a livello artistico che personale.

Chi è oggi Walter Fontana a 30 anni?
Sono un ragazzo che ha voglia di dimostrare quello che vale, che è maturato, che ama la musica più di ogni altra cosa e stare in mezzo alla gente, perché quella è la parte più divertente: quando sto tra i fan riesco a liberare realmente ciò che sono.

Ci sarà un tour?
Sì ora sono impegnato con gli instore, si aggiungeranno altre date e poi dall’estate ci saranno concerti. È tutto un work in progress, una conquista giorno per giorno visto che sono un artista che riparte da un nuovo progetto e non ho l’impatto mediatico di chi esce da un talent.

A proposito molti tentano di rilanciarsi attraverso i talent show. Ci hai mai pensato o hai mai ricevuto proposte?
Non sono mai stato contattato e non ne sarei in grado. Io ho seguito un percorso diverso fatto di tanti concerti, anche prima dei risultati con i Lost, e sono uscito dal web. Non sto dicendo che i talent non siano utili, però bisogna essere bravi a saperli sfruttare: danno grande visibilità iniziale, ma l’anno dopo c’è il ricambio. Secondo me la qualità per differenziarsi è scriversi le canzoni.

 

Photo Credit: Artdirection Sergio Pappalettera/Studio Predesign Photo Athanasios Alexo

Emanuele Corbo




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