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Bouchra: «Il mio inno per imparare ad amarsi»




Giovanissima (classe 1994), bellissima, ed è la nuova scommessa di Universal Music Italia: Bouchra, nata in Marocco ma cresciuta a Livorno, è tra gli esordienti da tenere d’occhio nel panorama pop. Al momento ha sfornato due singoli che si sono fatti strada sul web e in radio: il primo, Blanc ou Noir, è entrato nella Top10 viral di Spotify e nelle classifiche emergenti di Vevo, il secondo, Yallah, è un contagioso inno a superare le difficoltà quotidiane. Partita da YouTube, dove pubblicando cover di grandi successi ha costruito una solida fanbase, Bouchra in seguito ha catturato l’attenzione dei discografici, e ora sta lavorando al suo primo album, come ha raccontato a PopSoap in questa intervista.

Bouchra, cover del singolo “Yallah”

Che cosa ti porti dietro delle tue origini marocchine, anche a livello artistico?
Sicuramente i ritmi arabi e africani in generale, mi affascinano molto e spero di aver modo di usarli sempre di più nei miei brani, ma mi porto dietro anche la parte più colorata e vivace che esprimo attraverso i costumi.

La tua famiglia ha avuto qualche reticenza quando hai detto di voler fare la cantante?
Come qualsiasi genitore la preoccupazione iniziale riguardava il fatto che stessi intraprendendo un percorso che in un primo momento non dà molte certezze, ma per quanto riguarda la religione non ci sono stati grandi problemi, anzi mi hanno dato la libertà che ho chiesto.

E ora che ti vedono muovere i primi passi importanti?
Sono contenti, adesso sì!

Il tuo ultimo singolo Yallah ti vede coinvolta anche nella scrittura: che esperienza è stata? Hai intenzione di continuare a scrivere di tuo pugno quel che canti?
Assolutamente sì! Sono andata a Livorno da Emiliano Cecere che mi ha dato un foglio bianco, mi ha messo la base e mi ha chiesto di scrivere ciò che pensavo in quel momento. Ha tirato fuori un lato di me che non conoscevo, per cui spero di sviluppare piano piano anche questa dote.

Il brano parla di una ragazza che scopre una forza interiore che non sapeva di avere: è una storia autobiografica?
Sì, passare dal fare i video da sola in cameretta a esibirsi per tante persone sconfiggendo alcune insicurezze è un grande passo. A un certo punto ci si ferma e si inizia a lavorare su se stessi: è quello che ho fatto io e che ho scritto in questo brano. Yallah è anche una lettera che scrivo ai miei fan, significa ‘Andiamo’, rappresenta il mio percorso insieme a loro.

Tu vieni dal mondo di YouTube, una piazza virtuale in cui chiunque può passare e giudicare anche in modo poco carino…
Ci sono abituata, alla fine accade anche nella vita reale, non si può piacere a tutti, quindi si fa del proprio meglio per piacere a se stessi.

Recentemente hai partecipato ad Adesso parlo io, programma di Real Time dedicato alla lotta al bullismo. Che cosa ti ha spinto ad accettare?
Quando mi hanno chiesto di partecipare sono stata molto felice perché era da tanto che volevo trattare questo argomento, ma non sapevo bene come fare. Ci sono passata pure io ai tempi della scuola, so quanto una persona possa star male e chiudersi in se stessa, è la cosa più negativa che si possa fare, quindi il mio è stato un sì per aiutare chi sta attraversando queste situazioni.

Tu come ne sei uscita?
Cambiando scuola, sono un po’ scappata dalla situazione, ma poi ci ho lavorato su e le cose sono cambiate.

Il tuo pubblico come ha risposto a questo progetto che ti ha vista coinvolta?
Mi hanno scritto veri e propri poemi in cui mi hanno raccontato la loro esperienza. Io ho cercato di rispondere a quante più persone possibile, sono sempre a stretto contatto con loro.

Tornando alla musica, dopo questi due singoli è in arrivo un album?
Sì, uscirà entro l’anno e conterrà 8 tracce.

Finora hai cantato in francese, inglese e arabo: quante altre lingue vuoi aggiungere ancora?
(Ride, ndr) No basta così, al massimo aggiungiamo qualcosa in italiano.

 

Emanuele Corbo




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