Alex Palmieri e il bullismo nel singolo ‘If That Was You’




Si intitola If That Was You ed è il quarto singolo di Alex Palmieri estratto dall’ultimo album ResetIl brano, in rotazione radiofonica e nei digital store dal 22 settembre, tratta il delicato tema del bullismo, una piaga che l’artista 27enne ha provato sulla sua pelle negli anni dell’adolescenza. If That Was You arriva dopo i singoli Online, But Nobody Knows Time Resetted, che hanno portato Alex Palmieri anche sui palchi europei nell’estate 2017 con l’Online Tour, tra le cui tappe ricordiamo quella a Trafalgar Square Garden a Londra in occasione del London Pride.

Alex Palmieri, cover del singolo “If That Was You”

Alex Palmieri presenta If That Was You

Scritta da Alex Palmieri e prodotta da Livio Boccioni ed Alex Zitelli, If That Was You è stata già presentata live in Europa con il “Reset Europe Tour ” toccando quest’estate il cuore delle folle in Germania, Spagna e Polonia. Il pezzo è incentrato sul bullismo e vuole essere un messaggio di speranza per tutti quei giovani ragazzi che si sentono oppressi da questa macchia della società moderna. Il racconto di un Alex adolescente che oggi si riprende le sue rivincite:

“È stato complesso scrivere ‘If That Was You’ e inserirla nel disco perché per farlo ho dovuto tirare fuori dalla mente ricordi di un’infanzia difficile dove venivo discriminato per la mia sessualità, o semplicemente perché mi sentivo già un piccolo artista e avevo dei modi diversi di impiegare il mio tempo e questo mi portava a fare i conti con una società che non fa sconti su chi esce dagli schemi. Prima di essere un cantante, prima di un bel videoclip, di un concerto scenografico, sento che il mio dovere è quello di lanciare messaggi e questo singolo vuole esserlo a tutti gli effetti. Perché dopotutto si cresce, si diventa forti, alla fine tutto passa e quel tutto ci rende spesso migliori. Ci tevenevo particolarmente ad uscire con questo brano perché nel mio piccolo mi piacerebbe fermare quei gesti estremi che molti giovani compiono presi dalla disperazione: oggi, a distanza di circa un decennio da quei ricordi lontani, posso confermare che non ne sarebbe valsa la pena”.




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