Conchita Wurst intervista

Conchita Wurst: «E ora sogno il Grammy»

Scarpette gialle a punta, jeans e camicetta bianca a maniche lunghe, Conchita Wurst (nome d’arte di Tom Neuwirth) fa il suo ingresso nella Sala Reale della Stazione Centrale di Milano tra gli applausi dei giornalisti, che la accolgono come si accoglie una sposa in Chiesa. La trionfatrice austriaca dell’Eurovision Song Contest 2014 è in Italia per presentare il libro Io Conchita. La mia storia, uscito il 15 maggio per Mondadori Electa, e il suo disco di debutto Conchita, pubblicato da Sony Music lo scorso 19 maggio. Un album molto variegato, che spazia dalla dance alle ballate drammatiche passando addirittura attraverso lo swing. In poco più di un anno Conchita Wurst è diventata un simbolo per milioni di persone, non solo per la comunità gay che da tempo si batte per vedere riconosciuti i propri diritti, ma per tutti coloro che credono nella tolleranza, nella libertà di poter essere se stessi e nella ‘diversità’ come valore e occasione di arricchimento. “Ma il mio album non è tutto così impegnato, parla anche di cuori spezzati” confessa durante l’incontro con la stampa.

Conchita cover
Conchita Wurst, cover dell’album “Conchita”

Quando hai capito che la musica sarebbe stata il tuo futuro?
A 7 anni giocavo a fare la cantante e sognavo di diventarlo, volevo anche essere famosa, perché – credetemi – essere famosi è divertente. Questo atteggiamento mi ha accompagnato per tutta la vita, sono sempre stata molto determinata nel perseguire i miei scopi. Io sono una cantante e il mio sogno è vincere un Grammy. Non ci sono scuse, quando si ha un obbiettivo bisogna lottare per raggiungerlo.

E che cosa cantavi a 7 anni?
Shirley Bassey era il mio punto di riferimento. Non sapevo l’inglese, ma c’era Goldfinger in una compilation di mia madre e io la cantavo in continuazione cercando di imitarla. Diciamo che Shirley mi ha dato lezioni di canto senza saperlo (ride, ndr).

Un anno dopo la tua vittoria all’Eurovision (con Rise Like A Phoenix, ndr) hai finalmente pubblicato il disco. Come hai scelto le canzoni?
Quando seleziono i brani ascolto prima la melodia, poi mi soffermo sulle parole. Nel realizzare l’album ho utilizzato un approccio egoistico, volevo divertirmi. Io sono tante cose, quindi non parlo solo di credere in se stessi e di come rendere il pianeta un posto migliore, ma anche di quando qualcuno ci lascia e ci spezza il cuore.

Non hai paura che il clamore creatosi intorno al tuo personaggio possa esaurirsi e non suscitare più interesse?
La cosa più importante per me è essere autentici. Ho creato questo personaggio e una mia verità che porto sul palco: è divertente, sono a mio agio, sono la persona che avrei sempre voluto essere. All’Eurovision ci sono stati diversi fattori che mi hanno aiutato: la canzone, la performance, certamente anche il look, ma soprattutto persone che hanno creduto in me. La scelta che ho fatto è di essere felice nella vita, quindi so che se anche tutto questo dovesse finire troverei ugualmente il modo di esserlo.

Oltre al disco è uscita anche una biografia. Com’è nata l’esigenza di raccontare la tua storia in un libro?
Dopo la mia vittoria all’Eurovision un editore mi ha fatto questa proposta ma non ero minimamente interessata… ho 26 anni, mi sembra un po’ prematuro scrivere le mie memorie. Poi invece mi hanno chiesto di ripensarci e mi sono detta: “Se proprio devo farlo allora deve essere il genere di libro che comprerei”. A me piacciono quelli con molte foto, infatti in questa biografia ce ne sono tante. In quattro giorni ho raccontato la mia vita a due ghostwriters e ho avuto modo di ripercorrerla riscoprendo delle cose di me.

Ti vedremo presto in tour?
Al momento sto promuovendo l’album e il libro in tutto il mondo. In fondo non sono Madonna, perciò non posso aspettarmi un pubblico di migliaia di spettatori a un mio show, però ho la possibilità di cantare nel corso della promozione. Andrò in Australia, Giappone, Stati Uniti e poi farò qualche concerto: non sarà un vero e proprio Conchita Tour, però un giorno ci sarà.

Che rapporto c’è tra Tom e Conchita? Che cosa hanno imparato l’uno dall’altra?
Conchita ha imparato da Tom a essere più rilassata e orgogliosa di quel che fa, mentre Tom ha imparato da Conchita a lavorare sodo per riuscire nella vita ed avere successo.

Di seguito il video di You Are Unstoppable, il singolo che apre l’album Conchita.

 

Emanuele Corbo




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