Alan Walker Faded

Alan Walker: «Prima o poi calerò la maschera»




La prima metà del 2016 ci ha già consegnato un piccolo, grande campione delle classifiche di mezzo mondo. Alan Walker, 18enne metà inglese e metà norvegese, sta spopolando da 6 mesi con la hit Fadedche solo in Italia ha conquistato proprio nelle ultime ore il quarto disco di platino. Il motivo di questo exploit è da ricercare nell’efficace mix tra la melodia tremendamente malinconica, un beat elettronico che spara al cuore più spietato di un killer e la voce sottile e impalpabile – per certi versi algida, proprio come il Nord Europa da cui proviene – della norvegese Iselin Solheim. In attesa di vederlo questa sera sul palco dei Wind Music Awards, abbiamo incontrato Alan Walker per conoscere meglio il producer del momento il cui volto è sconosciuto ai più, nascosto com’è dal cappuccio della felpa sempre rigorosamente alzato.

Alan Walker Faded
Alan Walker, cover del singolo “Faded”

Pantaloni e t-shirt neri in contrasto con la carnagione decisamente chiara: così ci accoglie negli uffici milanesi di Sony Music Alan Walker, il giovane genio della musica elettronica insinuatosi nelle playlist di milioni di persone con Faded. 

Il brano, com’è noto, risale al 2014, quando Alan smanettando su YouTube si era lasciato ispirare da 2 tracce delle quali aveva ripreso lo stile combinandole insieme e rallentandone il tempo: così è nata Fadepubblicata dalla label NCS (NoCopyrightSounds). Il successo è stato tale che nel 2015 è arrivato un contratto con Sony, che ha optato per una rimasterizzazione della traccia – a questo punto ribattezzata Faded – e per l’aggiunta di una parte vocale scritta e cantata da Iselin Solheim. La risposta del pubblico si è rivelata un plebiscito di consensi: non male per uno che non ha mai studiato musica e ha imparato quel che sa guardando video tutorial su YouTube: “A casa ho un pianoforte, ma è di mia mamma e io non so suonarlo”, ammette durante la chiacchierata con i giornalisti.

Che effetto fa essere il nuovo fenomeno della EDM a soli 18 anni?
È il sogno di qualsiasi ragazzo che inizia facendo musica nella propria cameretta, è straordinario, faccio fatica a crederci anche io.

Che cosa ti ha spinto a intraprendere questa strada, visto che hai dichiarato di non avere un background musicale?
Ero incuriosito da come venissero prodotte le canzoni elettroniche, volevo esplorare nuovi mondi. I miei ascolti da giovanissimo erano la techno e le hit da club.

Un po’ come Sia anche tu in pubblico appari sempre col volto coperto. Si può dire che la felpa sia la tua maschera: è un modo per concentrare l’attenzione di chi ti ascolta solo sulla tua musica?
Questa è una domanda piuttosto difficile (ride, ndr). Non è tanto per quello, quanto per incuriosire il pubblico e fargli dire: “Ma chi è Alan Walker? Andiamo a cercare qualche informazione in più su di lui!”.

Non lo fai per evitare le conseguenze della popolarità quindi?
Beh fa comodo non essere fermato per strada ogni due per tre. Alcuni artisti con cui ho parlato mi hanno detto: “Fai bene, goditela finché puoi”. Per il momento va bene così, è anche un espediente per differenziarsi: sai, oggi pochi fanno questa scelta, preferiscono tutti apparire.

Intendi dire che prima o poi ‘calerai la maschera’?
Molto probabilmente sì.

Oltre che producer sei anche graphic designer: curi tu il tuo logo e la costruzione delle performance sul palco?
Ho disegnato io il mio logo, ma i visual del live no. Partecipo al processo creativo ma non li realizzo direttamente.

Hai appena pubblicato il nuovo singolo Sing Me To Sleep che sembra il seguito di Faded, sia musicalmente che per quel che riguarda il video. È così?
Sì, abbiamo cercato di mantenere una connessione tra i due brani in modo da rendere riconoscibile la mia impronta musicale, tant’è che anche questa traccia è cantata da Iselin.

E del video che cosa ci dici? Continua la storia narrata dalla clip precedente?
Ci hai azzeccato! È come una serie tv fatta di diversi episodi, per ora costituti da Faded, Faded (Restrung) (la versione acustica, ndr) e Sing Me To Sleep. La conclusione di quest’ultimo video è un piccolo teaser di quello che succederà più avanti.

Che cosa dobbiamo aspettarci nell’immediato futuro?
C’è già molta musica pronta, e per ora mi sto concentrando sul tour appena annunciato e con il quale girerò l’Europa per i prossimi 6 mesi.

 

Photo Credit: Marcus Ronne

Emanuele Corbo




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