Paolo Macagnino: «La mia anima rock ha conquistato persino la Vanoni»

Universi paralleli

Nell’ultima edizione di Amici ha indossato la casacca bianca ed è arrivato fino alla sesta puntata del serale. Il 20 maggio era già nei negozi di dischi con la sua opera prima Universi paralleli (distribuito da Believe Digital). Paolo Macagnino, cantante tarantino classe 1991, ha presentato a PopSoap il disco d’esordio prodotto da Ornella Vanoni. Un faccia a faccia con il giovane artista amante del rock e delle donne particolarmente “sincere”.

Ornella Vanoni ha deciso di produrre il tuo disco: raccontaci com’è andata.
Ci siamo incontrati durante il serale di Amici ed è stato bellissimo. Abbiamo avuto modo di confrontarci su diverse questioni e ci siamo trovati perfettamente in linea. Lei è sempre stata una rivoluzionaria che ha fatto di testa sua. Ha creduto nel valore del mio progetto e in me come artista, ecco perché ha deciso di produrmi. È la prima volta che fa una cosa simile e per questo la ringrazio. Penso sia davvero il modo giusto per iniziare il mio percorso.

Ti sta dando qualche consiglio?
La vedo spesso perché il nostro lavoro insieme continua. Il materiale è frutto del lavoro mio e di Gabriele Semeraro, lei però supervisiona il tutto e quando serve corregge o smussa qualcosa.

Che effetto ti fa avere un album prodotto da una simile icona?
È una grande fortuna essere accanto a una persona di così elevato spessore artistico. A tratti è persino imbarazzante, ti senti disarmato e non sai che cosa dire, però siamo tutti molto contenti e anche lei è davvero coinvolta.

I tuoi modelli musicali sono tutti stranieri, ma c’è qualche artista italiano che apprezzi e ascolti?
Sì, è normale dato che vivo qui. Ascolto con molto piacere Annalisa, Emma, Lucio Dalla, Vasco Rossi (tanto!), Moreno, Caparezza, Il Teatro degli Orrori, Afterhours, Negrita e molte band rivoluzionarie che stanno cercando di portare qualcosa di nuovo.

In questo disco esplori diverse dimensioni sonore: quale ti piacerebbe approfondire meglio in futuro?
Nessuna in particolare. Il mio scopo è di sorprendere e far vedere che so districarmi tra vari mondi. Mi diverte inserire un po’ di jazz, di dubstep, di rap e tutto quello che fa parte dei miei ascolti musicali, dando sempre però un’impronta personale al tutto, nel mio caso l’alternative rock. Anche per questo il disco si intitola Universi paralleli: ogni brano ha un respiro e un atteggiamento diverso.

L’amore per la musica ha davvero cambiato qualche tuo rapporto privato come canti nel brano che dà il titolo al disco?
Sì, ma più che altro è successo quando sono entrato nel mondo di Amici e in generale dello spettacolo. Ciò comporta un cambiamento di abitudini e l’avere meno tempo da dedicare ad alcune persone, perdendo qualche rapporto che era stato costruito negli anni. Non è un cambiamento negativo, è una crescita. Le esperienze finite aiutano a scrivere di più, così se voglio trattar d’amore so di che cosa parlare.

Chi è la Madama Butterfly di cui canti?
È la donna dai gusti sessuali molto espliciti e spinti. Ho voluto omaggiare in modo simbolico questa figura perché mi piace la sua sincerità. Spesso le donne fingono un eccessivo pudore, in realtà sono come noi uomini, con la differenza che noi andiamo subito al dunque, loro invece fanno dei gran giri di parole (ride mentre dà una veloce sistemata ai ricci che gli cadono sugli occhi, ndr). Mi sono basato anche sulla Madama Butterfly di Puccini: la sua era una geisha quindi l’idea di fondo è la stessa. Altri input invece mi sono arrivati da un romanzo erotico che ho letto. Il titolo del brano originariamente era Madama Sbatterfly, ma poi ho deciso di mantenermi su qualcosa di meno licenzioso.

Hai dichiarato che non ti interessano il mondo della musica commerciale e il pop spicciolo. Che cosa intendi esattamente?
Non mi piacciono le canzoni con i soliti accordi fatte giusto per vendere, ci deve essere un progetto originale che mi racconti qualcosa di nuovo. Non so fare il classico pop, preferisco fare la mia musica che pur essendo orecchiabile è molto più particolare. La gente ha sempre apprezzato la novità e ha dato ragione a chi ha proposto qualcosa di innovativo, anche se è una strada che non dà un successo immediato.

Come mai allora hai deciso di abbracciare un mondo così pop come Amici e non un percorso che fosse più in sintonia con le tue visioni artistiche?
La mia è stata una sfida, un modo per dire: “Per la prima volta ad Amici c’è anche un’altra musica”. Magari aprirà la strada a chi nei prossimi anni vorrà seguire questa via.

Ad Amici ti sei fatto notare per le tue esibizioni molto teatrali. Ti piacerebbe cimentarti in un musical? Se sì, quale?
Notre Dame de Paris, l’ho visto così tante volte! Il musical mi attira molto però è distante da quello che sto facendo al momento e dà delle soddisfazioni diverse. Per ora voglio concentrarmi sul progetto discografico, ma non escludo nulla perché la vita è una e bisogna fare tutte le esperienze che ci si pongono davanti.

 

Emanuele Corbo




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