John De Leo, esperimenti vocali nel condominio de “Il Grande Abarasse”

John De Leo, cover de "Il Grande Abarasse"
John De Leo, cover de “Il Grande Abarasse”

È stato pubblicato ieri Il Grande Abarasse (Carosello Records), il nuovo album di John De Leo che arriva dopo 6 anni dal precedente Vago Svanendo. L’artista, co-fondatore dei Quintorigo, lo ha presentato in un esclusivo showcase durante il quale ha eseguito ben 6 pezzi del disco, accompagnato dal suo formidabile ensemble di 8 musicisti.

De Leo, naturale erede di artisti come Demetrio Stratos e Cathy Berberian per la sperimentazione vocale e l’originalità della ricerca musicale, ha incantato i presenti con la genialità delle sue composizioni, al centro delle quali c’è la voce. Una voce che dialoga con gli strumenti, li emula e si fa manipolare in tempo reale. “I miei esperimenti vocali però sono all’interno di un contesto musicale preciso” sottolinea John De Leo a buon diritto, vista la qualità dei musicisti che lo accompagnano. E prosegue: “In questo disco ho voluto esagerare, c’è anche l’Orchestra Filarmonica di Bologna nel ‘Ghost Album'”. Avete capito bene: dopo l’ultima traccia lo spettacolo non finisce, ma prosegue con un ‘album fantasma’, divagazioni orchestrali in cui il musicista compare raramente.

Inevitabile chiedere spiegazioni in merito al titolo del nuovo progetto, Il Grande Abarasse“Tutto quello che pensate significhi è. Ho voluto realizzare un concept album ambientato in un condominio, nel quale ogni brano è un appartamento. Il mood ricorrente del disco è un’esplosione che corrisponde a una deflagrazione interiore la cui miccia era già accesa. I protagonisti traducono questo evento in base alla propria cultura e al momento emotivo contingente”. “Ho scelto il condominio – aggiunge – perché rappresenta una piccola società in cui succede di tutto: si litiga, ci si fa i dispetti, qualche volta ci si innamora. Nei brani sono i vari personaggi a parlare e pensare”. 

Ma che cosa è successo nella vita di John De Leo in questi sei anni di silenzio? “Ho incontrato tanti artisti, alcuni dei quali sono dei veri e propri modificatori del linguaggio. Mi sono nutrito di tanta musica (dal cantautorato all’indie-rock, passando per il jazz e la musica classica), di molti libri e della vita stessa. Ho lavorato anche a un progetto-tributo a Nino Rota, alla cui musica ho attinto per questo disco”, che lui definisce pop nel senso di popolare.

John De Leo. Fonte: Ufficio Stampa
John De Leo. Fonte: Ufficio Stampa

Il Grande Abarasse è motivo d’orgoglio per Dario Giovannini, Direttore di Carosello Records: “Le nostre orecchie sono ormai assuefatte alla musica da talent show. Ma la musica è cultura e siamo orgogliosi di poter lavorare a questo grande progetto di un artista innovativo come John“. De Leo, dal canto suo, ha candidamente ammesso di non aspettarsi nulla e di fare tutto nel rispetto dell’arte e del pubblico. E ci ha lasciati con un pensiero rielaborato a partire da una didascalia che spiega il pittore Baziotes letta al Guggenheim di Venezia: “Il rispetto del pubblico non sta nell’accontentarlo”.

John De Leo presenterà live Il Grande Abarasse durante un instore tour oggi, mercoledì 8 ottobre, a Roma (alle 18.00 Feltrinelli di via Appia Nuova 427); il 9 ottobre a Milano (alle 18.30 Feltrinelli di Piazza Piemonte 2); il 10 ottobre a Bologna (alle 18.00 alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana).

Emanuele Corbo




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