Simonetta Spiri: «Solo quando scrivo riesco a raccontare chi sono»

simonetta spiri io e te cover

Dal 4 luglio è in rotazione radiofonica e in vendita nei digital store Io&Te, il nuovo singolo di Simonetta Spiri, la cantante sarda che il pubblico ha conosciuto durante la settima edizione di Amici. Dopo l’esperienza televisiva ha pubblicato due dischi (Il mio momento, 2009 e Quella che non vorrei, 2013) e girato l’Italia con numerosi concerti. A PopSoap Simonetta ha presentato il brano estivo che anticipa il terzo lavoro in studio, e ha parlato a 360° del suo percorso artistico sempre in evoluzione, a partire dalla scoperta di una vena cantautorale.

Parlaci di Io & Te, ho letto che è nata in macchina.
Io&Te è una canzone che nella sua semplicità racchiude il rapporto che ognuno di noi vive con se stesso, con il proprio lato oscuro e quello più lucente. È una sorta di ‘me&me’. L’ho scritta con Simone Borghi, un mio carissimo amico e grande artista, durante un viaggio. Lui porta sempre con sé la chitarra e in un momento di ispirazione è nato questo brano che ha rafforzato la nostra complicità, così abbiamo deciso che sarebbe diventato il singolo per la stagione estiva.

Il brano sottolinea l’importanza di stare bene con se stessi, tu in questo momento lo sei?
Con me c’è da divertirsi, perché ho una personalità ‘ballerina’. Negli anni ho imparato a star bene con me stessa, a conoscermi, ad ascoltarmi e comprendermi, il che è fondamentale.

Questo tema è l’evoluzione del tuo precedente disco Quella che non vorrei, improntato alla ricerca di se stessi. Qual è lo stato d’animo di fondo che sarà alla base del prossimo album?
È vero, Io&Te si riaggancia in particolare al brano Quella che non vorrei che esprimeva totale ribellione. Nel nuovo singolo infatti canto ‘istinto ribelle e calma apparente’: questa sono io, è proprio la mia descrizione (ammette divertita, ndr). Ora sto lavorando a un disco più intimo, incentrato sulla mia vocalità e atmosfere acustiche. Voglio darmi totalmente al mio pubblico in modo molto naturale.

Nel secondo album hai scritto due brani, come ti sei scoperta cantautrice? È una strada che continuerai a battere anche nel prossimo lavoro?
Assolutamente sì, è importante per un artista cantare ciò che vive. Non riesco a interpretare quel che non mi appartiene, le canzoni sono una sorta di diario attraverso cui mi racconto al pubblico, anche perché nella vita reale sono spesso introversa e riservata quindi ho difficoltà ad aprirmi con gli altri. Mi piace scrivere e ascoltare tutti i lati del mio carattere, specie quello più riflessivo che mi porta a lavorare molto sulle canzoni, trovando diverse strade per fare musica. Questo in Italia non è un vantaggio, perché quando un cantante esplora mondi musicali diversi da quello di partenza viene additato di mancata personalità. Per me è l’opposto: penso che la personalità racchiuda troppi aspetti che cerco di raccontare nei miei brani e spero di poterlo fare sempre, altrimenti smetterò di cantare.

Dopo mi uccidi fece scaturire molte polemiche perché si pensava fosse dedicata a Marco Carta (i due qualche anno fa furono protagonisti di un acceso diverbio su Facebook, ndr). All’epoca non ti sbilanciasti, ora confermi?
Non devo dare nessun tipo di conferma perché questa è una canzone nella quale il pubblico si rispecchia, dal momento che racconta una situazione che ognuno di noi vive nel corso della propria esistenza. Spesso veniamo delusi e ‘uccisi’ da colleghi, amici, fidanzati, e ciascuno può cogliere in questo brano quel che più si avvicina alla sua esperienza. Ho vissuto questa canzone sulla mia pelle ma non c’è una persona in particolare alla quale l’ho dedicata. Certo, quella situazione mi ha ispirata ma poi il brano racconta tutti i contesti della mia vita che mi hanno portata a vivere quello stato d’animo.

C’è qualche ex collega di talent che stimi e con cui vorresti collaborare?
Ne stimo tantissimi, ma con Roberta Bonanno ho un grande legame umano e una profonda stima artistica, quindi se dovessi collaborare con qualcuno sceglierei lei. Penso sia una persona molto intelligente e sensibile, oltre che un’artista meritevole. Stimo molto anche Valerio Scanu, grande esempio di grinta, personalità, sensibilità e tenacia.

Dopo Amici hai costruito un tuo percorso artistico, anche con qualche difficoltà. Come ci sei riuscita?
Ancora non ci sono riuscita come vorrei, sarei ipocrita a dire il contrario. Le difficoltà ci sono sempre e sono la scuola più grande, bisogna superarle e andare avanti perché la vita non è solamente una passeggiata in bicicletta come nel mio ultimo video, ma è fatta anche di ostacoli che ci aiutano a crescere e a diventare in alcuni casi più guerrieri, in altri ci portano a vivere momenti di riflessione e silenzio ed è lì che nascono le più belle canzoni.

Il tuo produttore artistico è Kikko Palmosi (lo stesso dei Modà, ndr). Come mai non ti è ancora arrivato nessun brano di Kekko Silvestre?
Con Kikko ho realizzato i miei due dischi, c’è grande stima artistica e umana tra di noi. A me piacerebbe tanto ricevere una canzone di Kekko, ma non c’è stata ancora l’occasione. Chi lo sa, magari in futuro…Vuol dire che non sono nella cerchia degli artisti che possono lavorare con lui o che lui ha scelto. Ma va bene lo stesso, ci mancherebbe!

Nei tuoi sogni ci sarebbe anche un brano di Giuliano Sangiorgi, è così?
Certo, penso sia una delle voci maschili italiane più belle insieme al grande ‘Liga’. È il mio sogno più grande fare qualcosa con loro.

Più volte hai provato a partecipare a Sanremo. Tenterai anche quest’anno?
Sì, ma dipende da che tipo di meccanismo ci sarà. Se il regolamento sarà trasparente lo farò volentieri, se si sentirà la situazione pesante di ogni anno non so se tenterò, sono sincera, perché senza tanti giri di parole sappiamo come funziona…

Però Carlo Conti è aperto ai ragazzi provenienti dai talent, non pensi che questo possa giocare a tuo favore?
Le porte sono aperte per i vincitori dei talent, per noi altri non è sempre così. Però è un sogno che ho nel cassetto quindi continuerò a provarci.

Nei tuoi dischi ci sono sempre state numerose collaborazioni, ce ne saranno anche nel nuovo?
Sto cercando diversi artisti e valutando eventuali collaborazioni, per ora è un disco ‘singolo’ ma sicuramente arriveranno, non nego questa possibilità.

In questi anni hai fatto tanti concerti, preferisci la dimensione in studio o quella live?
Per come sono io caratterialmente la parte in studio è quella in cui riesco a essere me stessa fino in fondo. I concerti sono stupendi per l’affetto che ricevo dai fan, ma è sempre una guerra con me stessa perché sono abbastanza introversa e dover affrontare il palco e raccontarmi attraverso i discorsi che nascono sul palcoscenico non è facile. Lo studio è il mio mondo, io ci porterei il mio pubblico perché è lì che riesco a dare il massimo: amo scrivere, sperimentare e passarci le giornate.

Emanuele Corbo




6 pensieri su “Simonetta Spiri: «Solo quando scrivo riesco a raccontare chi sono»”

  1. Simonetta l’ho sempre seguita, ha fatto dei brani fortissimi, è una delle poche che nonostante la mancata vittoria del talent sta facendo un suo percorso di alto livello! mattia ( Puglia:)

  2. “io&te” mi ha colpito, non smetto di cantarla!!!
    Simonetta l’ho conosciuta durante un suo concerto in Toscana, spero di vederla a Sanremo, se lo merita! Sonia

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