Rachele Bastreghi: «Mi sono scoperta autrice. Ma non lascio i Baustelle»

Rachele Bastreghi, cover dell'EP "Marie"
Rachele Bastreghi, cover dell’EP “Marie”

Rachele Bastreghi, anima femminile dei Baustelle, ha pubblicato lo scorso 27 gennaio un EP da solista intitolato Marie (Atlantic/Warner Music Italy). Il progetto si ispira alla musica e alle atmosfere degli anni ’70, periodo molto amato dall’artista e dai suoi colleghi di band. Un’esperienza nata per caso grazie alla fiction Rai Questo nostro amore ’70, nella quale Rachele ha vestito i panni di una cantautrice francese e per la quale ha composto Mon petit ami du passé, singolo che ha anticipato l’uscita del disco. Nell’EP anche due cover-omaggio a Patty Pravo ed Equipe 84. “Ma non ho abbandonato i Baustelle” – ha precisato – “A breve inizieremo a scrivere il nuovo album”.
Nel frattempo Rachele Bastreghi presenterà Marie nelle Feltrinelli delle principali città italiane: mercoledì 4 febbraio a Milano (Piazza Piemonte, 2 – h.18.30); giovedì 5 febbraio a Roma (via Appia Nuova 427– h.18.30) e venerdì 6 febbraio a Firenze (Piazza Repubblica, 26 – h.18.30).

Da dove è nata l’esigenza di un progetto da solista?
È stata forzata da un evento esterno: il regista Luca Riboni mi ha chiesto di scrivere e interpretare una canzone per la fiction Questo nostro amore 70. Ero titubante perché la televisione è un mondo lontano dal mio, però era tutto incentrato sugli anni Settanta che io amo, dovevo interpretare una cantante francese e avevo carta bianca per costruirmi il personaggio. Dopo aver scritto la canzone ho sentito l’esigenza di farne altre ed è nato questo EP a tema.

Che esperienza è stata quella televisiva?
Mi sono divertita perché è stato un po’ come girare un videoclip. Avrei dovuto dire una battuta ma l’ho fatta togliere, è rimasto un “Ciao” per cui è stato indolore.

Perché la scelta di intitolare l’EP Marie?
Era il nome del personaggio nel copione, e poi io di secondo nome faccio proprio Maria: mi è piaciuto e non ho fatto altre proposte.

È una sorta di alter ego?
Sì, è anche un modo per sciogliermi nella scrittura dei brani. Addirittura non volevo comparire sulla copertina, volevo che Marie nascondesse Rachele.

Oltre a brani inediti ci sono anche due cover. Come le hai scelte? L’idea di inserirle è arrivata dopo, mi sembrava l’occasione giusta per omaggiare artisti che mi son sempre piaciuti come gli Equipe 84 e Patty Pravo, di cui sono una grande fan. Lei ha fascino, mi piace come interprete e come icona. Non conoscevo All’inferno insieme a te, e l’ho scelta proprio perché è una delle meno note.

E gli Equipe 84?
Li ascoltava il mio babbo, avevano delle grandi canzoni. Cominciava così probabilmente già la conoscevo ma non me la ricordavo, l’ho riscoperta su YouTube lo scorso luglio.

Che cosa hai scoperto di te stessa con questa nuova esperienza?
Avevo voglia di esprimermi in un modo nuovo e l’ho trovato. Sono 15 anni che faccio musica ma non avevo mai scritto i testi, salvo qualche collaborazione con Francesco (Bianconi, ndr).

E recentemente hai firmato un contratto con la Sugar come autrice per altri interpreti.
Sì, anche questo penso mi abbia portato a creare l’EP. È stato l’inizio di un percorso di scrittura di canzoni complete di testo e musica.

Pensi di concederti altri spazi da solista in futuro o questa resterà una parentesi?
Se ci sarà l’occasione e avrò qualcosa da dire sì. Ma i Baustelle sono vivi e vegeti (ride, ndr). Ora porterò questo progetto live e poi ci metteremo a scrivere il nuovo disco.

E quando tornerai con loro che succederà, ora che ti sei sciolta con la scrittura?
Non sono obbligata a dare il mio contributo, anzi sarò più tranquilla perché ora so che posso esprimermi anche in altri modi. L’esperienza da solista e quella con il gruppo potranno coesistere come percorsi paralleli.

Accennavi prima a un tour, che cosa puoi anticiparci?
Tra marzo e aprile farò qualche data, suonerò anche altre cover e qualcosa di nuovo, ma niente repertorio dei Baustelle.

Di seguito il videoclip de Il ritorno, secondo singolo estratto da Marie, girato tra Milano e Torino dal regista Fabio Capalbo.

 

Photo Credit: Ufficio Stampa

Emanuele Corbo




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