Nicki Minaj: rime al vetriolo per un ritorno da ‘Queen’




Come vuole e impone la legge non scritta dell’hip hop, se hai rospi da sputare e invettive da scagliare, devi farlo con il tuo flow, mai per vie traverse. E Onika Tanya Maraj, meglio nota come Nicki Minaj, non è di certo una che le manda a dire. La rapper originaria di Trinidad e Tobago aveva da tempo qualcosa da mettere in chiaro, riguardo a persone e circostanze ben precise, e allora qual migliore arma poteva permetterle di adempiere allo scopo se non la propria musica? È così che si spiega l’uscita di due nuovi singoli, Barbie Tingz e Chun-Li, apparsi su iTunes e altre piattaforme digitali lo scorso 12 aprile e tratti da un quarto album in studio, atteso per il prossimo 15 giugno, che Nicki ha voluto pretenziosamente intitolare Queen, come svelato in anteprima da lei stessa, qualche sera fa, sul red carpet del prestigioso Met Gala 2018.

Barbie Tingz e Chun-Li hanno raggiunto gli internauti a distanza di poco più di un anno dagli ultimi tre singoli pubblicati in simultanea dalla Minaj (No Frauds, I Changed It e Regret In Your Tears), seguiti a loro volta da una sfilza di featuring in brani altrui che avevano tenuto la rapper impegnata per quasi tutto il 2017. Lo scorso 4 maggio, dopo aver ingannato l’attesa con alcuni teaser e caricato su YouTube un filmato amatoriale per Chun-Li, ripreso all’impronta con il proprio iPhone, la sempre più formosa diva dell’hip hop internazionale ha finalmente ripagato la pazienza dei suoi follower con la première dei video ufficiali girati per le due tracce. La clip di Barbie Tingz è stata diretta da Nicki in persona con l’aiuto del graphic designer Giovanni Bianco; quella di Chun-Li dal fotografo Steven Klein (entrambi artisti di spicco da diverso tempo nell’orbita di Madonna).

Nicki Minaj ritorna alle origini

Barbie Tingz e Chun-Li segnano un ritorno all’hip hop scevro da contaminazioni trap e dancehall, ma anche un ritorno alle origini, all’epoca in cui Onika usava affinare le proprie doti da MC rappando su brani già noti e raccogliendo le proprie esercitazioni in mixtape. La produzione curata per ambedue le tracce è opera di un neofita in campo urban, l’ancora poco conosciuto J. Reid, che lo scorso dicembre ha incontrato Nicki in uno studio di Miami e ha proposto alla rapper un ampio numero di strumentali create secondo le direttive di quest’ultima. Contattato inizialmente dalla Minaj per trovare l’abito musicale più adatto con cui rivestire i versi di Barbie Tingz (scritta sotto forma di demo nei primi mesi del 2017), il beatmaker ha ulteriormente apportato il proprio contributo su altri pezzi destinati a Queen, fra cui un brano registrato di getto da Nicki su una delle tante basi musicali sottoposte alla sua attenzione, e completato addirittura due giorni prima della release digitale. Questo brano è Chun-Li, pubblicato assieme a Barbie Tingz come si usava ai tempi del doppio lato A. La decisione (improvvisa) di sfornare il pezzo a poche ore dalla sua cottura spiegherebbe per quale motivo alcune piattaforme online avessero ricevuto, in un primo momento, un altro singolo al suo posto, Half Back, reso per giunta fruibile (e subito rimosso) sul portale russo Yandex.Music, riservato allo streaming via cellulare.

Cover del singolo ‘Barbie Tingz’

The baddest bitch of them all

A giudicare dalle rime presenti nei nuovi pezzi, Nicki ci è andata giù pesante, seppur con toni che variano da una traccia all’altra: in Barbie Tingz la soglia dell’intolleranza verso colleghe più o meno famose spinge la rapper a reclamare il primato di ’’stronza fra le stronze’’ nella scena hip hop odierna, sbeffeggiando chi prova a calcare spudoratamente le sue orme. Non è un caso che il brano risalga ai primi mesi del 2017, quando Nicki era nel pieno della sua furia vendicativa scatenata dalle continue shade a lei rivolte dall’acerrima nemica Remi Ma (con cui dialoga attraverso dissing reciproci da più di un anno a questa parte). Barbie Tingz è un’immersione completa nel meglio della old school newyorkese, attingendo alla quale la rapper cavalca con disinvoltura percussioni e altri elementi vintage provenienti dall’ormai storica Roland TR-808 (la drum machine genitrice di numerose hit degli anni ’80) e una bassline elettronica che introduce il brano e sostituisce il beat in più punti, oscillando a destra e a manca con il suo suono fluido, paragonabile a quello delle mini console a 8 bit. La trasposizione visiva della traccia rispecchia in modo fedele il contenuto del testo, mostrando Nicki in versione Polly Pocket – con al seguito una sorta di piccolo clone che le ronza attorno imitandone movenze e mimica facciale – e nelle vesti di una nobildonna settecentesca intenta ad impartire lezioni di portamento a figuranti in maschera.

Nicki Minaj contro gli haters

Sembrerebbe proprio che Onika abbia accumulato una discreta dose di sdegno da espellere a suon di battute al vetriolo (’’When it come to stealing flows these birds is fluent / But they stutter when get asked ’bout the Queen’s influence’’), ma se in Barbie Tingz l’ira della Minaj si traduce in una presa per il culo nei confronti di presunte wannabes che tentano in ogni modo di copiarle look, stile e musica, il discorso diventa più serio e contestuale a proposito di Chun-Li. Nata traendo spunto dal personaggio omonimo del videogioco Street Fighter e pompata nel ritmo da una grancassa martellante, degna delle suntuose produzioni urban dei primi anni 2000, Chun-Li riporta la mente indietro nel tempo, ai combattimenti fra maestri e allievi di arti marziali visti e rivisti nei film a tema e nelle serie animate più celebri. Accompagnata da sbuffi di tromba, colpi di gong e un’ammaliante synthline dal suono sinistro e intriso d’Oriente, Nicki affronta l’odio di chi si è scagliato contro di lei sul web fino a dicembre dell’anno scorso, mese in cui la Minaj aveva deciso di abbandonare per un po’ Instagram e Twitter a causa di una situazione divenuta ormai insostenibile.

Cover del singolo ‘Chun-Li’

Nicki Minaj VS Cardi B

Eppure, gli haters non sono gli unici destinatari delle pungenti rime di Chun-Li. A rendere più chiare le cose è stata la rapper in prima persona, lo scorso 12 aprile, ai microfoni di Beats 1, la radio multimediale che trasmette esclusivamente via iTunes e Apple Music. Nel corso di una lunga chiacchierata con Zane Lowe, infatti, Nicki non si è trattenuta dall’esprimere la sua delusione verso la collega e astro nascente dell’hip hop, Cardi B, attualmente in testa alla Top 200 di Billboard con il suo album di debutto, Invasion Of Privacy. Un malcontento, quello della Minaj, derivante dall’immane coltre di polemiche che a ottobre dell’anno scorso ha travolto e ’sporcato’ l’uscita del singolo MotorSport del trio dei Migos, in collaborazione con entrambe le MC. Se da una parte Onika ha speso parole di stima verso l’ultima arrivata nel mondo del rap, dall’altra, cambiando umore e voce, si è detta amareggiata dal comportamento tenuto da Cardi nel bel mezzo di un’intervista rilasciata in quel periodo, durante la quale la ragazza aveva dimostrato di non curarsi molto del contributo di Nicki sulla traccia, tenendo però a precisare che la Minaj aveva modificato alcuni versi del suo rap e lasciando intendere che ciò avesse in qualche modo a che fare con la sua ospitata nel pezzo. Una vera e propria mancanza di rispetto verso chi è venuto prima e si trova una spanna più in alto, secondo Nicki. Ma non solo: il motivo per cui la Minaj ha abbandonato i social network a fine 2017, smettendo di aggiornare i suoi profili ufficiali su Twitter e Instagram, è una conseguenza diretta delle critiche di cui è stata bersaglio da parte di utenti che non hanno esitato a puntarle il dito contro, a colpi di offese gratuite e cattiverie cinguettate dai loro PC e cellulari, per non aver girato il video di MotorSport assieme a Cardi, evitando di incontrarla sul set, e aver cambiato parte del suo rap per qualche stramba ragione legata alla ragazza (come insinuato da quest’ultima).

A riportare la giusta versione dei fatti ci hanno allora pensato la medesima Nicki e un paio di fan ben informati: che la Minaj sia una super pignola quando si tratta di scrivere dei rap, è cosa risaputa nell’ambiente musicale, nonché più volte ammessa dalla diretta interessata. Le sue revisioni sono talmente costanti da indurla, spesso e volentieri, a modificare frasi e parole addirittura poco prima che il brano di turno entri in fase di mixaggio. E con MotorSport, a quanto risulta, Onika non si è tradita per niente. Da quando la traccia era ancora una bozza e includeva la sola voce di Quavo dei Migos, fino al momento in cui ha assunto forma e testo finali, la rapper ha difatti variato più di una volta le sue parti; in una delle versioni intermedie, sapendo del futuro coinvolgimento di Cardi B sul pezzo, Nicki citava intenzionalmente la collega in un verso metaforico della sua strofa. Con un tempismo alquanto sospetto (cioè a poche ore di distanza dallo sfogo esternato su Beats 1), il rap originario in cui Nicki menzionava Cardi è stato condiviso su YouTube da DJ Akademiks – insider noto e attendibile in ambito urban – e il verso della discordia, come si può ben ascoltare, recita ’’If Cardi’s the QB, I’m Nick Lombardi’’ (’’Se Cardi è il quarterback, io sono Nick Lombardi’’).

Nicki Minaj spiega perché aveva abbandonato i social

Quasi a voler marcare il territorio e assegnare gradi e ruoli nel campo dell’hip hop femminile, in quel brevissimo periodo ipotetico Nicki paragonava se stessa a Vince Lombardi, il più esperto e famoso allenatore nella storia del football americano, equiparando invece Cardi ad un quarterback, ovvero al membro più importante della squadra che durante la partita stabilisce e presiede alle strategie d’attacco, pur sottostando alle decisioni incontestabili del coach. Si trattava dunque di una presa di posizione – di certo non lusinghiera – con cui Nicki affermava la propria superiorità su Cardi (all’epoca una stella fioca e non la supernova di oggi), indisponendo la rapper emergente al punto tale da dissuadere Nicki dall’utilizzare quella metafora nel brano tramite la propria casa discografica. Dopo le insistenti pressioni ricevute dalla Atlantic Records, Nicki cambia alcune delle sue rime e sostituisce il nome della collega offesa con quello di Quavo, più indulgente nell’accettare il compromesso dal momento che non ha mai nascosto di avere alle spalle un reale passato da quarterback risalente ai tempi del college. Tuttavia, non appena la Minaj cercherà di fare chiarezza su Twitter, spiegando come la vicenda si sia svolta realmente, la rapper non avrà il sostegno dei Migos né tanto meno quello di Cardi. La qual cosa porta Nicki ad allontanarsi dai social e a tacere per lungo tempo, almeno fino a quando non ha sputato il rospo sulla questione, in diretta radiofonica, aggiungendo di essere aperta al perdono laddove qualcuno capisca di aver sbagliato e chieda scusa. E le scuse, a giudicare da una breve clip postata su Instagram un paio di giorni dopo, sono giunte puntuali da parte di Quavo.

La rivalsa di Nicki Minaj in Chun-Li

Alla luce di queste premesse, il testo di Chun-Li assume una valenza nitida e cristallina, rappresentando nient’altro che uno sfogo scritto da Nicki in merito alla situazione venutasi a creare attorno a MotorSport e una chiara allusione al fatto che, in tutta la faccenda, è proprio lei quella uscita malconcia e in cattiva luce (’’Oh, I get it, they paintin’ me out to be the bad guy / Well, when’s the last time you see a bad guy do the rap game like me?’’). Complice la regia di Steven Klein, la clip di Chun-Li diventa quindi veicolo di autocelebrazione, rivincita e sfarzo allo stato puro, con Nicki in versione cosplayer per adulti che veste i panni del personaggio a cui l’intero pezzo è ispirato, rivisitandolo in chiave erotica. Nel brano, inoltre, non mancano momenti di vanagloria come i versi in cui Onika sentenzia ’’They need rappers like me / So they can get on their fucking keyboards / And make me the bad guy, Chun-Li’’ (ignorando che la combattente omonima di Street Fighter, da lei usata come metro di paragone, non è affatto malvagia ma rientra fra i buoni in tutte le serie del videogioco). Aperti a libera interpretazione – ma anche meno – sono invece i distici presenti nella seconda strofa, ’’How many of them coulda did it with finesse? / Now everybody’s like ’’She really is the best’’ / You play checkers, couldn’t beat me playing chess / Now I’m about to turn around and beat my chest’’ (’’Quanti di loro avrebbero potuto farlo con finezza? / Ora tutti pensano Lei è la migliore’ / Ti piace tanto giocare a dama, ma non saresti capace di battermi a scacchi / Adesso sto per tornare e mi farò sentire’’: una serie di provocazioni da leggere in modo traslato, benché facilmente indirizzabili a Cardi B per via di quella prima battuta a doppio senso con cui Nicki alluderebbe a Finesse di Bruno Mars e al rap della ragazza incluso nel remix del quarto singolo dall’album 24K Magic, da molti giudicato roba insipida che qualsiasi altro freestyler avrebbe potuto improvvisare in studio.

Al netto di quanto accaduto e raccontato, non sappiamo con certezza se un chiarimento fra Nicki e Cardi abbia avuto luogo di recente, ma sta di fatto che negli scatti rubati da un fotocronista, durante il Met Gala dello scorso 7 maggio, le due primedonne dell’attuale panorama hip hop sembrano aver interagito per la prima volta in pubblico, senza limitarsi al semplice saluto di circostanza, mandando in visibilio i rispettivi fandom.

Nell’attesa di scoprire quali sorprese e collaborazioni la Minaj ha in serbo con il suo prossimo album Queen, ricordiamo ai nostri lettori che Barbie Tingz e Chun-Li sono disponibili su tutte le piattaforme via Young Money/Cash Money Records.

Francesco Cappellano




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