La voce di Elisa vola alta su Verona

Verona. È stato un trionfo il concerto-evento di Elisa tenutosi ieri sera all’Arena. All’interno dell’anfiteatro, sold-out già in prevendita, la cantante ha festeggiato un anno di successi coronato dal doppio disco di platino conquistato con l’album L’anima vola. Una scaletta molto ricca e oltre due ore e mezza di show, l’ultimo prima della parentesi autunnale de L’anima vola In The Clubs, al via il 30 novembre da Londra.

Diciassette anni di carriera alle spalle, ma la prima cosa che l’artista fa quando entra in scena sulle note dell’intro è salutare il pubblico ovunque il palco le consente di arrivare. Salutare e ringraziare, con semplicità, esattamente come nella sua natura: senza discorsi preparati e gesti formali, ma dispensando sorrisi sinceri e facendo ripetuti inchini. Poi avvicina il microfono alla bocca e intona Non fa niente ormai. “Una partenza lenta” potrebbe etichettarla qualcuno, “elegante e d’atmosfera” ribattiamo noi. A seguire, i primi cori dell’Arena su Un filo di seta negli abissi. Elisa non parla molto tra un brano e l’altro, preferisce che siano le sue canzoni a farlo per lei. Quando però durante Pagina bianca i fan alzano dei fogli trasformando l’anfiteatro in un immenso quadro bianco non riesce a trattenere un: “Grazie, siete incredibili” con la voce rotta dall’emozione. Difficile esimersi dal commentare quasi ogni esibizione, dalla commovente A modo tuo, in diversi passaggi cantata dal solo pubblico, a L’anima vola, primo momento in cui si alza il boato dei fan.

Dopo l’ampia parentesi dedicata ai nuovi brani, l’artista imbraccia la chitarra e ci riporta indietro nel tempo con la splendida Labyrinth, il suo singolo d’esordio. Standing ovation (la prima di due) su Qualcosa che non c’è, il cui verso “Un giorno ho scritto sul quaderno io farò sognare il mondo con la musica” suona più che mai profetico e appropriato vista la location strabordante di persone. Un breve intervento parlato per introdurre il primo ospite della serata, il belga Ozark Henry con il quale propone We Are Incurable Romantics e la hit I’m Your Sacrifice. Ancora grandi successi più e meno recenti, come l’acclamatissima Luce, che portano al duetto tra Elisa e il cantautore britannico di origini italiane Jack Savoretti. I due colleghi, legati dall’amore per Lucio Battisti, interpretano Ancora tu in versione acustica raccogliendo molti consensi. Da questo momento l’artista si scioglie del tutto, e si lascia andare a battute spiritose come nel momento delle canzoni scelte direttamente dai fan: “L’avevo detto nelle interviste che sarebbe stato un concerto lungo. Anche se fa freddo devo soddisfare le richieste di chi, magari venuto da lontano, mi mostra i cartelloni per chiedermi qualche brano in particolare”. Le prescelte, con democratica votazione sulla base di urla e applausi, sono Hallelujah e Sleeping In Your Hand.

Elisa e Emma duettano in "Maledetto Labirinto". Photo Credit: Cristina Checchetto
Elisa e Emma duettano in “Maledetto Labirinto”. Photo Credit: Cristina Checchetto

Si torna a seguire la scaletta con A Prayer, una delle performance più entusiasmanti: la sezione ritmica che fa da tappeto ai versi “A prayer of freedom, a prayer of love”, per di più in una cornice come l’Arena di Verona, risulta di grande impatto. Il relativo silenzio dell’uditorio che ha poca familiarità con questo brano, tra i meno noti di Elisa, fa gustare meglio il momento. Subito dopo l’atmosfera cambia radicalmente, con il palco che viene scosso dalle note elettroniche di Maledetto labirinto (maggiormente valorizzata rispetto alla studio version) eseguita insieme a Emma, ospite a sorpresa.

Chiusura affidata a Gli ostacoli del cuore e Together. Ma sono i bis la vera ciliegina sulla torta. La cantante di Monfalcone torna sul palco in vesti meno cerimoniali e più “rock” con tanto di felpa, e cala due assi come It Is What It Is e Cure Me, che – insieme ad altri pezzi proposti durante la serata – sovrastano senza sforzo alcuno gran parte della sua discografia più recente, pur di qualità, e, a parere di chi scrive, suscitano una certa nostalgia della vena sperimentale e meno tradizionalista che ha connotato i primi dieci anni della sua carriera.

Questa la scaletta del concerto:

Intro
Non fa niente ormai
Un filo di seta negli abissi
Lontano da qui
Pagina bianca
A modo tuo
L’anima vola
Labyrinth
Bridge Opera Butterfly
Qualcosa che non c’è
Dancing
We Are Incurable Romantics (con Ozark Henry)
I’m Your Sacrifice (con Ozark Henry)
Ecco che
Luce (Tramonti a nord-est)
Rainbow
Preludio Django
Ancora qui
Preludio Eppure sentire
Eppure sentire (Un senso di te)
Heaven Out Of Hell
Ancora tu (con Jack Savoretti)
Song on request
Broken
Ti vorrei sollevare
Rock Your Soul
A Prayer
Maledetto labirinto (con Emma)
Stay
Gli ostacoli del cuore
Together
Re-Intro
It Is What It Is
Cure Me

 

Photo Credit: Meschina

Emanuele Corbo




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