Joan Thiele EP

Joan Thiele: «Nel mio disco-arcobaleno canto anche per mamma»




Il 10 giugno è uscito su etichetta Universal Music l’EP di debutto, omonimo, di Joan Thiele anticipato dai singoli Save Me e Taxi Driver, per il quale l’artista ha appena girato il videoclip. Sei inediti e una cover – Lost Ones di Lauryn Hill (“Un brano che ho sempre amato e suonato nei live, ecco perché l’ho inserito”, ha spiegato) – prodotti da Andre Lindal e Anthony Preston, Farhot, Fabrizio Ferraguzzo e gli Etna. Joan Thiele ha presentato dal vivo il suo primo progetto discografico pochi giorni fa al Market Sound e, prima del concerto, ci ha accolti sul suo Red Bull tour bus personalizzato per parlare di questo disco ricco di colori e contaminazioni. E in merito alla possibilità di scrivere in italiano ha confessato: “Gli esperimenti fatti finora sono terrificanti, ogni cosa a suo tempo”. 

Joan Thiele EP
Joan Thiele, cover dell’EP

Nonostante sia il tuo primo disco hai già girato mezzo mondo per registrarlo. Come mai questa scelta?
Ho trovato stimolante lavorare con persone diverse, a prescindere dalla loro provenienza. È stato costruttivo perché mi ha insegnato anche a velocizzare i ritmi di lavoro. Ho registrato a Milano con gli Etna, i ragazzi con cui suono, ad Amburgo con DJ Farhot, produttore che mi piace tanto, a Los Angeles e infine a New York.

Ascoltando l’album viene da definirti “curiosa” musicalmente parlando, ti piace mettere le mani un po’ ovunque…
Ho una fissa per le produzioni, mi piace la musica elettronica ma anche il mondo acustico, quindi volevo esplorare ogni brano per quello che era. Alcuni pezzi ad esempio sono nati dai live degli ultimi anni e cambiarne l’arrangiamento avrebbe voluto dire snaturarli, come Heartbeat realizzato praticamente in presa diretta.

Che cosa tiene insieme il tutto in questa eterogeneità di suoni e produzioni?
In un certo senso proprio la contaminazione: sono tutti colori diversi che raccontano delle storie.

A livello visivo e sonoro emergono anche le tue origini sudamericane…
Sono italiana, sicuramente non incarno lo stereotipo della ragazza latina come Shakira (ride, ndr) però volevo ricreare un’ambientazione che ricordasse quella parte di me. Vedo l’immaginario sudamericano anche a livello ritmico, sonoro e di colori, ed era un po’ questa l’idea che volevo lasciare.

Uno dei pezzi migliori dell’EP è Rainbow, che hai dedicato a tua madre. Puoi dirci qualcosa in più su questa traccia?
Per me Rainbow è la mia mamma, nel testo dico: “Mi prenderò cura di te e dei tuoi colori”. Quando compongo una canzone spesso entro in una sorta di trance quindi non capisco bene come la scrivo, però è questa l’immagine che ho di lei.

La cosa più importante che le devi?
Mi ha lasciata libera di fare le mie scelte, capire cosa amassi e cosa no. C’è sempre stato un rapporto molto rispettoso da parte di entrambe.

Ti si prospetta un’estate sui palchi di tutta Italia, sei pronta?
Sono molto contenta, soprattutto per la partecipazione agli I-Days. Quando ho letto la line-up che comprende i Sigur Rós e Bloc Party mi sono un po’ spaventata. Partirò su questo tour bus, sarà divertente, sarò con quei 3 pazzi dei miei musicisti! Suonerò fino a luglio e poi riprenderò a settembre: ad agosto andrò da papà in Colombia, ho voglia di vederlo.

Joan Thiele sarà in tour nei più importanti festival estivi italiani accompagnata dagli Etna. Queste le prossime date: 21 giugno Roma – Rockinroma; 9 luglio Monza – I-Days; 16 luglio Genova – Goa Boa; 23 luglio Vasto – Siren Fest; 31 luglio Locorotondo (BA) – Locus Festival; 16 agosto La Villa – Val Badia Jazz; 3 settembre Treviso – Home Fest; 30 settembre Trieste – Barcolana.

 

Emanuele Corbo




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