Irene Fornaciari: «Sono più donna e più pop»




Dopo 4 anni di silenzio discografico Irene Fornaciari è tornata sulle scene musicali con Questo tempo (distribuzione Believe Digital), il nuovo album anticipato dal singolo Blu, presentato a Sanremo 2016 e arrivato alla puntata finale battendo, a sorpresa, i Dear Jack, favoriti per il ripescaggio. Prodotto da Diego Calvetti, il disco contiene 11 brani che esplorano i sentimenti umani, dal rapporto tra gli uomini a quello con Dio, interpretati da una voce che ha scoperto nuove sfumature e un’espressione più essenziale, quasi del tutto priva di virtuosismi. Irene Fornaciari ha presentato a PopSoap la sua quarta fatica Questo tempo, più pop rispetto ai progetti precedenti e a cui hanno lavorato autori come Federica Abbate, Niccolò Agliardi, Emiliano Cecere e Luca Chiaravalli.

Irene Fornaciari nuovo album
Irene Fornaciari, cover dell’album “Questo tempo”

Un bilancio del tuo Sanremo?
Sono molto soddisfatta di questo mio ultimo Festival, sia perché rispetto alle altre volte sono riuscita a viverlo più serenamente e con più consapevolezza, sia perché la canzone ha avuto un buon riscontro. Anche il ripescaggio nella puntata finale è stato un momento molto bello: ci speravo ma non me lo aspettavo proprio, è stato un chiaro segnale che la mia canzone è arrivata.

Quindi sei soddisfatta anche dell’accoglienza riservata a Blu
Avevo un brano importante: sapevo che raccontare il dramma dei migranti non sarebbe stato facile, ma la gente ha reagito bene, è arrivato al cuore delle persone e credo li abbia fatti riflettere. Questo era il mio obbiettivo.

L’album si intitola Questo tempo, ma tu come descriveresti il periodo che stiamo vivendo?
È un periodo storico un po’ confuso, si sono persi valori importanti, ci si dimentica delle cose davvero essenziali della vita e ci si fa distrarre da quelle futili. Allo stesso tempo, però, vedo tanti giovani che hanno voglia di fare, studiano e mettono tutto l’entusiasmo possibile per andare avanti e migliorare le cose: questo mi consola e mi fa pensare che il futuro possa essere migliore.

E tu come sei in questo momento della tua vita?
Sono in un periodo felice, anche io ho tanta voglia di fare e di dedicarmi al mio lavoro. Sono anche più matura: in questi anni ho vissuto tante esperienze lavorative e di vita che mi hanno fortificato, e tutto questo si ritrova nel disco.

Molti testi dell’album parlano di mettersi in gioco e vivere il presente: è un lavoro che hai fatto su te stessa prima di riversarlo in musica?
Assolutamente sì, sono sempre stata una persona timorosa e ansiosa, a volte mi sono limitata per il mio carattere timido e pauroso di affrontare la vita, invece in questi anni sono cresciuta molto anche da quel punto di vista e ho capito che la vita è molto breve per cui è importante mettersi in gioco. Questa è l’esortazione che faccio alla gente che ascolta il mio disco.

In Dalla finestra di casa mia parli proprio di paura di vivere: dato che il testo è firmato anche da te, ti riferisci a esperienze autobiografiche?
Sì, per un periodo ho sofferto di attacchi di panico e mi sembrava tutto insormontabile. Per fortuna grazie alle persone che mi sono state vicine – inclusi i fan – e alla musica sono riuscita a venirne fuori.

Irene Fornaciari foto Angelo Trani
Foto: Angelo Trani

Sbaglio se dico che ti trovo più femminile, sia nel look che nella proposta musicale?
Hai ragione, e anche questo fa parte della crescita e sicurezza che ho acquisito in me stessa: a volte si ha paura a tirar fuori la propria femminilità perché non ci si piace, o perché non si crede di esserlo.

Musicalmente ti sei aperta al pop-elettronico quando invece i tuoi lavori precedenti erano intrisi di soul e di richiami alla musica anni ’70. Come mai questa virata?
È avvenuto tutto in modo molto naturale. In questi 4 anni ho suonato tanto con una formazione semi acustica e mi sono avvicinata al mondo pop ascoltando gruppi più contemporanei con sonorità elettroniche come London Grammar e Lana Del Rey: soprattutto la sua musica ha dei suoni cinematografici che ho voluto mettere nel disco. Con il mio produttore Diego Calvetti abbiamo selezionato brani scritti da autori bravissimi che sono riusciti a cucirmi addosso canzoni che hanno forti connessioni col mio modo di vedere la vita e di concepire il mondo. Un disco più pop quindi, ma dalle tematiche profonde.

Lana spesso ci dà dentro con i remix, una svolta dance potrebbe essere anche il tuo prossimo passo…
Ma guarda potrebbe! Ad esempio Dalla finestra di casa mia si presterebbe ad un remix (ride, ndr), chissà!

Hai dichiarato di aver scoperto nuove sfumature della tua voce. Come, esattamente?
Suonando con una formazione semi acustica la voce era più scoperta rispetto a quando mi esibivo con la band, e questo mi ha permesso di trovare sfumature diverse che poi ho voluto valorizzare nel disco. Questo album va all’essenzialità delle cose, ho lasciato da parte i virtuosismi.

Durante la settimana del Festival un tuo giovane fan ha falsificato un pass per entrare all’Ariston sperando di incontrarti. Su Facebook hai lanciato un appello per trovarlo: ce l’hai fatta?
Non ancora, ma non mi arrendo! Un ragazzo che si spinge a fare questo vuol dire che ha dentro di sé una passione enorme e io voglio essere circondata da persone passionali. Voglio assolutamente incontrarlo.

 

Immagine di copertina: Angelo Trani

Emanuele Corbo




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