Disclosure Caracal

Il ritorno dei Disclosure, fratelli uniti dall’elettronica

Torna con due nuovi brani, presentati al mondo intero tra Aprile e Maggio, e con un nuovo album intitolato Caracal (in uscita il 25 Settembre) il duo britannico dei Disclosure, coppia di fratelli originaria del Surrey che dal 2012 a questa parte usa dettare leggi e tendenze nella scena dance di mezza Europa, e non solo.

Howard e Guy Lawrence all’anagrafe, i Disclosure sono al momento immersi full time nella produzione del loro nuovo disco, il secondo in ordine di tempo dopo Settle del 2013, nonchè impegnati in DJ set sparsi in giro per il globo (incombenze che lo scorso anno hanno spinto i ragazzi a declinare, sul nascere, persino proposte degne di nota come una collaborazione con Madonna in Rebel Heart).

Nell’ultimo mese, tuttavia, hanno deciso di stuzzicare il palato del proprio seguito di fan e simpatizzanti con dei primi assaggi dal nuovo progetto, a cominciare da una buzz track intitolata Bang That (Island Records/Universal), onnipresente nei loro live, resa acquistabile dal 30 Aprile su iTunes e Beatport in attesa di quello che si è poi rivelato il vero brano apripista tratto dal prossimo opus discografico.

Con Bang That i Disclosure approcciano, inaspettatamente, la hip house dei primi anni ’90, un periodo fecondo e poliedrico dal punto di vista musicale a cui sia il duo inglese sia altri DJ/producers sono tornati ad attingere negli ultimi due anni, dando luogo a un vero e proprio revival celebrativo; la traccia vocale attorno a cui Bang That ruota è però di seconda mano: si tratta infatti di un’acapella rallentata e campionata da Pass Out di Julian Shamou (in arte DJ Nasty/Detroit’s Filthiest), una semioscura release indie del 2002 che solo grandi estimatori del mondo underground potevano conoscere e riportare alla luce.

Sostenuta da percussioni 90’s tendenti all’industrial techno, da un synth squillante e da una bassline cupa e meno corposa di quelle che i Disclosure abitualmente modulano, Bang That rappresenta un’occasionale deviazione dallo stile distintivo del duo, una parentesi dance dal retrogusto hip hop che evita intenzionalmente lo schema strofa/ritornello/strofa e si rivela, pertanto, adatta ai festival e ai club più che alle radio.

A distanza di meno di un mese dalla pubblicazione del teaser e senza nemmeno dare il tempo necessario per metabolizzarlo, il duo non ha resistito alla tentazione e, label permettendo, ha disvelato (prestando fede al nome d’arte che lo contraddistingue) Holding On, primo singolo da Caracal.

L’ugola scelta per dare vita e sostanza al brano è stata proposta ai Disclosure dal collega e amico Sam Smith e proviene da Brooklyn: è Gregory Porter, punta di diamante del jazz contemporaneo.

Holding On, nella sua prima incarnazione musicale, nasce come semplice ballata pianistica scritta dal duo insieme a Gregory e a Jimmy Napes (che ha firmato melodia e testo per gran parte delle hits dei fratelli), ma cede presto alle lusinghe della strumentazione elettronica, evolvendo in quella che è la versione pubblicata: un remix della ballad originale (introdotto da un grido liberatorio esteso in loop), in cui il drum beat tipico del Garage britannico e le atmosfere notturne della Classic House di metà anni ’90 si mescolano armonicamente e accompagnano la voce calda e pregna di soul del cantante tra bassi graffianti che annegano nella base e riemergono a seconda del momento, percussioni old school che pulsano nelle cuffie e negli speakers e archi sintetici che amano instaurare quel ben dosato pizzico di suspense prima che la traccia esploda con tutti gli elementi appena menzionati.

A supportare visivamente il singolo è un clip altrettanto eccezionale, diretto da Ryan Hope, prima parte di un progetto alquanto inconsueto che prevede la realizzazione di quattro video, per quattro rispettivi singoli dal disco, filmati in modo tale che ognuno rappresenti il prosieguo del precedente, venendo così a costituire un vero e proprio cortometraggio con tanto di trama e colpi di scena:

Ben guardinghi e ritrosi nell’essere spicciolamente catalogati come produttori deep house, con questo nuovo singolo i Disclosure rimangono ad ogni modo fedeli al tipo di musica che hanno popolarizzato dagli esordi, convalidando (senza innovarlo) l’appeal che esercitano dal 2012 a oggi in campo mainstream.

Per motivare la ricercatezza del titolo dato al secondo LP, Howard Lawrence ha spiegato:

Caracal è il nome di un fantastico gatto selvatico di cui sono rimasto estremamente affascinato durante lo scorso tour; adoro il suo aspetto, le sue capacità fisiche e il suo essere anonimo. Mi è parso calzasse a pennello anche per il nostro marchio Wild Life, per cui il Caracal ha assunto perfettamente senso come immagine principale per il nuovo album. Nel corso della registrazione, poi, ci è sembrato naturale intitolare così anche il disco.

Un terzo estratto da Caracal, intitolato Omen, debutterà inoltre la settimana prossima sul web e nelle radio italiane e vedrà la partecipazione vocale di Sam Smith, ospitato per la terza volta in un pezzo dei due fratelli dopo il successo ottenuto quasi tre anni fa con Latch e dopo la speciale collaborazione R&B/funky Together, con Nile Rodgers alla chitarra.

Disclosure e Sam Smith
Disclosure feat. Sam Smith, cover del singolo “Omen”

In attesa di notizie più certe e concrete riguardo al degno erede di Settle e alle appetitose collaborazioni che il duo ha in serbo, non resta che goderci le accattivanti sonorità clubby di Holding On e augurarci che il prossimo materiale (ormai in fase di ultimazione) sia pari al precedente, se non più valido.

Holding On è acquistabile su iTunes e altri digital store, distribuito da Island Record/Universal Music.

 

Francesco Cappellano




2 pensieri su “Il ritorno dei Disclosure, fratelli uniti dall’elettronica”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *