Giò Sada nuovo album

Giò Sada: «Tutto va veloce, io rimango indietro per scelta»




Verrà pubblicato domani, venerdì 23 settembre, Volando al contrario (Sony Music), il primo album di inediti di Giò Sada, vincitore di X Factor 2015. 12 brani (compresa la cover di Come Away With Me di Norah Jones e una versione unplugged del singolo Il rimpianto di te) scritti dal cantautore insieme alla sua band BariSmoothSquad, al compositore Stefano Milella dei Fabryka/Big Charlie e a Matteo Palieri (aka Ganzo); la produzione è stata invece affidata a Luca Rustici e Luca Chiaravalli. Un progetto arrivato con relativa calma, senza cavalcare l’onda di popolarità immediatamente successiva alla vittoria del talent show di Sky Uno, e che non intende snaturare l’identità artistica di Giò Sada, difesa con i denti anche all’interno del contesto televisivo.

Giò Sada Volando al contrario
Giò Sada, cover dell’album “Volando al contrario”

In che senso Giò Sada vola al contrario con questo disco?
Volare al contrario vuol dire non abbandonare un percorso, la propria storia, volare tenendo sempre i piedi per terra. Nel ritornello canto: “Cado dalla più alta sommità, con te tra le mia braccia il mio cuore è d’acciaio”, dove la sommità metaforicamente può essere lo slancio dato dalla vittoria a X Factor, mentre quel “con te” sono proprio i miei affetti, la mia storia, la mia band.

Nell’album infatti ci sono anche brani che risalgono a prima del tuo ingresso nel programma…
Sì, io e il mio gruppo abbiamo recuperato idee che esistevano già ma è stato tutto rielaborato dopo X Factor, pur continuando a seguire il percorso pop rock che ci contraddistingue da sempre. Siamo contenti del risultato, ci abbiamo messo 9 mesi ma va bene così: un artigiano ha bisogno di tempo.

Anche nei brani parli spesso dell’importanza di non correre e di non lasciarsi andare alla frenesia: a che velocità viaggi nella vita di tutti i giorni?
Sono molto slow, quello che mi gira attorno invece va veloce, ma secondo me questa velocità non ha prodotto nulla di positivo nel periodo storico in cui viviamo. Io rimango indietro per scelta, non esce nulla di interessante dalla fretta specie se parliamo di un lavoro artistico. Per far sì che un progetto ti rappresenti bisogna prendersi del tempo, e nel mio caso c’è stata una gestazione di 9 mesi, proprio come se fosse un bambino (ride, ndr).

Hai scritto quasi tutto il disco in italiano.
È stata una scelta voluta, è il modo per comunicare meglio almeno qui in Italia, nonostante mi piaccia ancora tanto cantare in inglese.

Lo dimostra la presenza della cover di Norah Jones e il brano You Should Have Called Me.
Ho scritto quel pezzo 4 anni fa e ha segnato l’inizio della mia amicizia con il mio manager. Anche questo, per tornare al discorso di prima, parla dell’attesa, dell’importanza di prendersi il proprio tempo.

Sei ancora in contatto con i finalisti di X Factor dell’anno scorso?
Sì, ci sentiamo spesso e ci aggiorniamo sui rispettivi progetti. Condividiamo tutti la stessa visione della musica, infatti anche gli Urban Strangers e Shorty hanno deciso di prendersi del tempo per scrivere e lavorare con calma.

Un consiglio a chi parteciperà quest’anno al programma?
Avere già una squadra e usare il talent per far partire un progetto, non per creare qualcosa dal nulla.

Se ti fossi presentato ora probabilmente saresti finito in squadra con Manuel Agnelli.
Abbiamo lo stesso intento: portare il nostro mondo in quel contesto. Prima che partisse il programma tutti gli davano addosso, dopo la prima puntata invece si sono innamorati di lui. La cosa orribile del web è che tutti danno giudizi gratuiti.

Tornando a te, ci sarà un tour?
Non vediamo l’ora di suonare dal vivo, è la nostra dimensione ideale. Il tour è pronto, ci saranno due prime date il 12 ottobre a New York e il 24 a Los Angeles. Quando l’ho saputo ho detto: “Ah beh tranquillo, come se andassimo a suonare a Molfetta!” (ride, ndr). Dal 1° dicembre invece partirà il tour in Italia.

 

Emanuele Corbo




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