Erotica di Madonna: Remix EP e Video in HD finalmente online

Era il 24 ottobre del 1992 quando nella classifica dei singoli più venduti negli USA, stilata da Billboard, Erotica di Madonna raggiungeva il suo picco alla #3, divenendo il primo apripista di un album della Ciccone a non conquistare la vetta della chart americana dai tempi di Like A Virgin (1984). Nella giornata di ieri, la cantante e la Warner Records hanno reso disponibili, per la prima volta online, un EP contenente i migliori remix del pezzo, realizzati all’epoca dal duo dei Masters At Work e da un ancora sconosciuto William Orbit, e una versione in HD del video originale.

Singolo di lancio tratto dall’LP omonimo, Erotica ottenne un discreto successo nelle radio aderenti al formato Rhythmic e Top 40/Mainstream, riuscendo perfino ad accedere alla classifica riservata ai brani RnB/hip hop grazie all’inusuale miscuglio di generi che ne contraddistingue la produzione a cura del DJ e musicista Shep Pettibone, con il quale la Ciccone lavorò a buona parte del disco.

My Name Is Dita

Nel brano Madonna impersona Dita, la misteriosa dominatrice con maschera di cuoio sugli occhi, esperta in pratiche sadomaso, che la cantante plasma traendo spunto dal nome della stella del cinema muto negli anni ’30, Dita Parlo, e utilizza come alter ego sia per la promozione dell’album sia per l’illustrazione/narrazione delle proprie fantasie sessuali nel libro fotografico Sex
Feroci saranno le condanne al patibolo da parte della stampa bigotta e delle comunità cristiane, spazientite dalla reiterata mescolanza tra sesso e religione che la cantante porta all’estremo con questo progetto audiovisivo.

Copertina del singolo ‘Erotica’ (1992)

Sacro e profano: le ire dei gruppi religiosi

Nel video di Erotica, diretto da Fabien Baron e montato con spezzoni in Super 8mm che il regista filmò durante le sessioni fotografiche tenute da Steven Meisel per il libro, Madonna torna a confondere sacro e profano, non solo attraverso immagini giudicate pornografiche e blasfeme dalle parti offese, ma anche a livello musicale: il campionamento (non autorizzato) di un verso tratto dal canto arabo El Yom Ollika, in cui si ricorda la morte di Cristo, echeggia in sottofondo nel bel mezzo della traccia, là dove è possibile ascoltare la voce della cantante Fairuz che intona la frase ’In questo giorno egli fu appeso alla croce’. 

Le critiche da parte dei gruppi religiosi si inaspriranno quando, in alcune interviste rilasciate sui giornali e in TV, la popstar arriverà ad equiparare l’alternanza tra dolore e piacere, tipica del mondo S&M, all’appagamento interiore e al sentimento di redenzione che sacerdoti e suore provano nel subìre punizioni corporali e nell’autoflagellarsi per espiare le proprie colpe.

Era il 1992, l’anno in cui l’epidemia da AIDS/HIV raggiunse un nuovo picco nel mondo tornando a demonizzare il sesso promiscuo, l’anno delle elezioni presidenziali e dello scontro politico tra la destra conservatrice di George Bush senior e la sinistra liberale di Bill Clinton. Mentre il presidente uscente si batteva per tutelare i valori della famiglia tradizionale e si scagliava contro l’abolizione delle preghiere durante le cerimonie scolastiche, Madonna usciva con il singolo, con il libro e con l’album più controversi della propria carriera, schiacciando a tutta briglia l’acceleratore della rivoluzione sessuale nella cultura pop.

Francesco Cappellano

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